Viktor's profileMemorie di una vita futu...PhotosBlogListsMore ![]() | Help |
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June 04 generositàJ. era un ragazzo normale. non fighetto, non sfigato, non alternativo a tutti i costi. solo, normale. viveva tranquillamente la sua vita giorno dopo giorno. faceva quello che doveva fare senza lamentarsi troppo, e cercava di farlo sempre al meglio di cui era capace. e più di una volta questo lo lasciava soddisfatto. guardava su un foglio, in una foto o semplicemente nei suoi ricordi il risultato dei suoi sforzi, e gli scappava un sorriso soddisfatto. ma se lo teneva per sè. non amava apparire. anzi, cercava sempre di stare in seconda fila, non gli interessava la fama o la gloria. si crogiolava giorno dopo giorno nella tormentata illusione di essere, se non felice, almeno a posto con se stesso. faceva tutti gli sforzi del caso per rimanere attaccato a questa fantasticheria. e se c'era una cosa che lo aiutava a stare bene con sè, questa era aiutare gli altri. lo faceva per carattere. non era capace di negare un favore, un sorriso, una parola amica a nessuno. era buono. troppo. tanto da non chiedere mai nulla in cambio, al punto da non essere capace di chiedere aiuto quando ne aveva bisogno, non riusciva nemmeno a esigere dagli altri quello stesso soriso che lui stesso donava volentieri. per lui doveva esere un fatto naturale. e se agli altri non veniva, non importava, lui avrebbe continuato a dare, come aveva sempre fatto, in attesa che qualcuno ricambiasse.
quello di cui però non si accorgeva, era che giorno dopo giorno, mentre tutti prendevano da lui e se ne approfittavano, il suo corpo andava via via scomparendo.
diventava invisibile. piano piano, un pezzo alla volta. come se la sua generosità esigesse un prezzo. e, visto che quel prezzo nessuno era mai stato disposto a pagarlo per lui, ora le entità superiori che reglavano quel mondo cannibale e strozzino se lo prendevano come potevano. risucchiando l'essenza di colui che aveva preso senza pagare.
J. non si accorse di nulla per i primi tempi. andava avanti come se niente fosse. andava avanti come prima. e anche gli altri facevano lo stesso. prendevano. sfruttavano. usavano senza criterio. e lui pagava. si affievoliva.
poi un giorno, in una qualsiasi giornata di pioggia battente, J. fece una cosa senza senso. uscì, sotto la pioggia. così. senza una parola. e senza parole stette in piedi per ore guardando il cielo e diventando sempre più trasparente.
sembrava che le gocce di pioggia lo consumassero, lo sciogliessero. ogni parte di lui svanì lentamente, acqua nell'acqua, dal cielo alla terra. svanì, perchè nessuno aveva pagato per lui. svanì, perchè aveva dato troppo. svanì, perchè non aveva badato a sè, ma solo agli altri. e mettere gli altri davanti a sè non paga. mai. |
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